Compagni di classe.

Mi ritrovo in pizzeria con i miei compagni di scuola e la mia dolce maestra. È stata una grande emozione dopo ben trentacinque anni. Nel rivedere questi volti, riconosco le caratteristiche uniche di ognuno di loro: Marcella sempre solare, Emanuela con il suo imperdibile fazzoletto di carta in mano, la dolcezza della mia maestra. E potrei continuare all’infinito. Tutto questo a dimostrare che, in questo pianeta, ognuno di noi è unico e speciale. Penso ad una classe come un’insieme di individui con caratteristiche diverse guidato da un grande direttore di orchestra: l’insegnante. Ogni strumento è necessario e insostituibile: questo per me è stato “vivere” la mia classe e la mia scuola.
A distanza di tanti anni riscopro la dolcezza infinita e la calma che trasmette la mia maestra. Avrei voluto un’insegnante così per i miei figli. Non voglio che loro siano delle Ferrari per arrivare in fretta al traguardo, voglio che siano una vecchia Cinquecento d’epoca di valore si!, ma che arrivino al traguardo fermandosi ogni tanto a godersi il panorama!
È questo che vorrei si, che i miei figli incontrassero una maestra come la mia, che ha saputo valorizzare le nostre doti e smussare i nostri angoli, sempre con calma e con i tempi dei “bambini” che oggi, purtroppo, la scuola non rispetta assolutamente.

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La storia del Chicco di grano con Makey Makey

In questi giorni ho avuto la possibilità di lavorare con i bambini della scuola dell’infanzia Andersen. Insieme alle maestre della sezione Mare, abbiamo preparato una storia interattiva, la storia del “Chicco di grano”. Abbiamo utilizzato Makey Makey, una scheda elettronica che permette di dare comandi al computer utilizzando materiali insoliti: caramelle, pane, agrumi, ecc… Un’esperienza unica per questi bambini! Tutto è documentato in questo video

L’amore di un figlio in una lettera di Natale.

“Caro Babbo Natale,

Lo so che non mi sono comportata bene però vorrei questi regali…”. È così che comincia la lettera a Babbo Natale scritta da mia figlia e chissà di quanti altri bambini…Però proseguo nella lettura e scopro queste parole: “Vorrei anche un regalo per la mia mamma perché lavora troppo. Vorrei regalarle un viaggio alle Haway per rilassarsi….magari se possiamo fare per 5 persone è meglio!”….

 

Una maestra e’ per sempre

Immersa nel mio lavoro ricevo una telefonata….Guardo il display…E’ un numero sconosciuto. Saranno i soliti call center? Decido di rispondere. Una voce un po’ intimorita mi risponde. E’ una voce del passato che si rivolge al mio presente. E’ la voce di una persona molto speciale per me…E’ la mia maestra che dopo 30 anni riesce a ritrovarmi. Mi emoziono, perche’ quel filo che unisce non si e’interrotto. Iniziamo a parlare di noi, delle nostre avventure e disavventure come se tutti quegli anni non fossero mai passati, come se in una telefonata fossero racchiusi tutti gli avvenimenti importanti della nostra vita. Si questo post e’ dedicato a te maestra, a te che sei speciale perche’ ti ricordi ancora di ogni caratteristica del nostro essere, a te che ti preoccupi ancora di noi come se fossimo ancora tuoi alunni. Questo post e’per te: e’ per dirti grazie per avermi ritrovata.

Gite scolastiche di allora e gite 2.0 di oggi

Ascolto mio figlio appena tornato da una gita scolastica fatta in una nota azienda di produzione del latte. Mi racconta che si e’ annoiato tantissimo e che ero una bugiarda. Bugiarda perche’?

Bene vi spiego. La mia gita la ricordo ancora perche’ eravamo andati a visitare le mucche, le avevamo accarezzate e dato anche da mangiare. Avevamo visto un macchinario che veniva chiamato “giostra” dove venivano munte le mucche. Avevamo assaggiato il latte appena munto, avevamo giocato nel prato e fatto una sana merenda…E avevamo fatto anche amicizia con colui che era la nostra guida.

Ho raccontato tutto questo a mio figlio che fantasticava di accarezzare un vitellino. Ma e’ rientrato molto deluso.

La sua gita che io chiamo “gita 2.0”  si e’ svolta facendo vedere un filmato sulla produzione del latte. Poi hanno visitato l’impianto di confezionamento delle bottiglie del latte….Ecco qui l’unica cosa che mi ha riferito e’ che gli hanno fatto indossare delle cuffie per il rumore.

Tutta la magia della gita da me raccontata non e’ stata altrettanto vissuta da mio figlio.

E poi non lamentiamoci se i nostri figli ci chiedono: “Ma mamma ma le scatolette del tonno nascono in fondo al mare?”

 

Il primo giorno di scuola

Hai atteso con curiosità e con timore questo primo giorno di scuola: curiosità per cio’ che di nuovo ti aspetta, una nuova scuola, delle nuove maestre e dei nuovi compagni. Hai avuto anche paura di affrontare tutto questo, nascondendoti tra le mie braccia e facendomi mille domande.

Hai scelto con cura il tuo nuovo zaino, il tuo diario, il tuo abbigliamento .

Chi non se lo ricorda il primo giorno delle elementari!…..Tutto parte sempre da una palestra, da un appello, da un’assegnazione delle maestre, dalla gioia di sapere di avere qualche amichetto nella propria classe. E’ stato cosi’ per te ed anche per me anni ed anni fa. E l’emozione e’ sempre la stessa.

Questa volta pero’ e’ un’emozione diversa:  guardo te e cerco di immaginarti fra 10, 20 anni. Chissa’ quali saranno le tue passioni, le tue ambizioni? Ognuno di noi e’ diverso ed ha un suo viaggio da affrontare. Io cerchero’ di essere la tua compagna di viaggio finche’ mi vorrai al tuo fianco.